Tarocchi e Psicologia: Integrare Antichità e Modernità - Eleonora Paoletti

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Psicologia Applicata alla Vita Quotidiana > Tarocchi ad Uso Psicologico

Tarocchi e Psicologia:
Integrare Antichità e Modernità
Come ho già detto in passato, i Tarocchi e la psicologia condividono lo stesso oggetto, soggetto e fine: il famoso "ΓΝΩΘΙ ΣΕΑΥΤΟΝ"- "Conosci te stesso".

L’intento è quello di accogliere ed accompagnare la persona, che da qui chiameremo “il ricercatore”, nel dialogo con sé stesso, con la sua parte divina e trascendente, intendendo con questo termine quello che viene chiamato Super conscio, Anima, Daimon, Sé Superiore (gli sono stati attribuiti svariati nomi nel tempo e nelle varie culture). L’intento è quello di rendere la vita di ciascuno un atto unico, un’espressione autentica di sé, un’opera d’arte! Il seme che portiamo dentro di noi non ha bisogno di un motivo per vivere, vuole semplicemente vivere che è qualcosa di molto diverso dal sopravvivere, vuole fare esperienze, apprendere, realizzarsi, germogliare e portare a compimento ciò che è, in un atto di coraggio e libertà. Io non identificherei questo fine con quello che noi definiamo semplicemente felicità, che immaginiamo come uno stato permanente di beatitudine, quasi un ritorno all’Eden. Per me si tratta di uno stato dell’essere difficilmente spiegabile a parole, ha a che fare con il mondo delle sensazioni. Lo potrei definire con un banale e inflazionato “essere ciò che si è”. Non cosa altri ci hanno insegnato, detto, imposto o gentilmente consigliato di essere, non ciò che noi abbiamo deciso razionalmente di essere, ma ciò che siamo.

Questo stato comprende il passare attraverso emozioni e stati d’animo diversi, a volte contraddittori: felicità , tristezza, dolore, coraggio, allegria, paura… e attraverso: decisioni, scelte, azioni, apprendimenti, dubbi , riflessioni, cadute ( a volte rovinose), traguardi… prove complesse, come per esempio accettare il proprio destino e le sue sfide, cambiamenti, perdite di persone, cose e parti di noi…

Questo è proprio il percorso che ci raccontano i Tarocchi che ci rimandano al senso del viaggio, viaggio che il Matto compie passando dall’essere il numero 0- cioè nulla o tutto in potenza, fino all’Arcano XXI- Il mondo. Tutti noi siamo Il matto e questo è anche il nostro viaggio, che percorriamo a volte in maniera simbolica e a volte letteralmente dentro e fuori di noi per diventare l’anima del Mondo che danza.

Le immagini rappresentate in questo mazzo di carte, si chiamano Arcani Maggiori da Arcano, segreto, ad indicare qualcosa di non facilmente comprensibile e che sfugge alla logica comune e ad un approccio superficiale. I tarocchi ed in particolare gli Arcani Maggiori con i loro simboli universali possono stimolare l’inconscio archetipico del ricercatore, costringendolo a porsi sincronicamente delle domande: che cosa mi vuole dire in questo momento della mia vita questa o queste immagini, perché dopo averle osservate ho fatto quel sogno particolare, ho incontrato quella persona o intuito che stava per accadere quella cosa? In questo modo comincia la ricerca, il viaggio...

L’obiettivo non sarà tanto cercare la risposta giusta, ma la domanda giusta, quella che attiverà il processo di ricerca e crescita.

L’interpretazione delle immagini, non può essere data e non è data da un’altra persona, ma è il risultato di un lento e responsabile processo di ascolto e osservazione di se stessi nel quotidiano in cui scopriamo e costruiamo una significato nella realtà. E quando cominceremo ad osservarci veramente, quasi automaticamente, cominceremo a modificarci: cambierà il nostro comportamento, il nostro modo di pensare spesso automatico e inconsapevole e, più facilmente, smetteremo di reagire e cominceremo ad agire.

L’uso dei Tarocchi nella mia pratica professionale quotidiana mi aiuta ad integrare alle più diffuse tecniche e metodiche psicologiche e psicoterapeutiche, questa dimensione misteriosa, che trasforma la persona da paziente in difficoltà in un ricercatore di verità.


Eleonora Paoletti

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